Wild Foods presenta il salmone vegano

13. gennaio 2022

Il movimento vegano non si ferma. Sono sempre di più le persone che decidono di rinunciare ai prodotti di origine animale. La soia e il tofu sono alternative alla carne molto note, ma quali sono le alternative al pesce? Wild Foods, innovativa start up dell’Oberland bernese, produce alternative al salmone con carote bio affumicate. L’aspetto e il gusto desteranno la curiosità anche di chi mangia carne. Abbiamo incontrato Juval Kürzi, fondatore della manifattura vegana Wild Foods.

Signor Kürzi, come si arriva dalle carote bio svizzere al «salmone selvatico»?

Con la curiosità! Mi sono formato come grafico e ho potuto lavorare come grafico freelance qui a Frutigen BE in una vecchia fabbrica di tofu. In questo luogo, in cui si produce un ottimo tofu bio, ho scoperto i macchinari per affumicare. Questo mi ha aperto nuove possibilità, perché all’epoca avevo già un catering vegano. Provare cose nuove e innovative ed elaborare ricette erano la mia passione. Mi è quindi venuta l’idea di affumicare le carote. Alla vista non erano poi così diverse dal salmone! Perché quindi non farne proprio un salmone a base di ortaggi? Con una trasformazione creativa e la voglia di sperimentare, la verdura è un cibo molto poliedrico. 
Durante la pandemia, la mia vita professionale è risultata difficile: gli ordini per il catering e i progetti di grafica erano diminuiti, perché lavoravo spesso per i festival. In questa situazione avevo ancora più tempo per divertirmi con il progetto carote, tempo che ho sfruttato al massimo. Insieme alla ricetta del salmone vegano ho realizzato anche il design, la confezione e il sito web. E così, Wild Foods vede la luce.

Il suo design è un vero successo. Qual è la ragione dell’elefante nel logo?

L'elefante di Wild Foods non ha nulla a che vedere con il salmone. L’ho scelto perché l’elefante è un animale enorme, fortissimo e potente. E mangia esclusivamente piante! Mi piace perché è il più grande erbivoro del pianeta, a cui ho deciso di aggiungere un tocco finale di umorismo con una forchetta e un coltello al posto delle zanne. Un cenno al mondo alimentare di Wild Foods. Mi sto ancora chiedendo, però, se prendere in considerazione un rebranding… We will see! 

Wild Foods nel video:

Sulla strada verso il successo della start up, quali sono stati gli ostacoli e quali i traguardi?

Il fatto che fossi estraneo al settore ha posto più difficoltà di quanto immaginassi. A partire dal Vegan Festival di Zurigo, nell’ottobre 2020, a cui non sapevo neanche se partecipare o meno. Ma per fortuna abbiamo deciso di sostenere l’elevata spesa per lo stand. È qui che Wild Foods si è fatta conoscere dai food scout: siamo stati persino in prima serata sulla SRF.

L’interesse suscitato è stato enorme, persino da parte di grandi rivenditori. Abbiamo dovuto mettere la quinta: insieme a un mio buon amico, che è ora CFO e che vanta una grande conoscenza del mondo degli affari, abbiamo fondato una società a responsabilità limitata. Dovevo immediatamente trovare un luogo per la produzione, mi servivano alcuni forni, del personale e molto altro. Infatti, le nostre spedizioni non erano destinate soltanto a piccoli negozi bio, ma anche a Bio Partner, Alnatura e Coop. E la domanda non faceva che aumentare, anche nel settore dei prodotti da forno. Il salmone vegano ha infatti molto successo per farcire panini e brezel, perché permette di ampliare l’offerta di prodotti da asporto.

È probabile che nel primo trimestre del 2022 ci sposteremo di nuovo e cambieremo del tutto la sede di produzione. Così aumenterà lo spazio, ci saranno più forni e più posto per le novità… Restiamo nella Kiental, nell’Oberland bernese. Affermarsi sul mercato è senz’altro importante, e la fortuna è stata dalla nostra.

Il suo salmone vegano ha vinto i Swiss Vegan Awards 2021 ed è arrivato secondo al Grand Prix Bio Suisse. Che cosa significano questi riconoscimenti per lei?

Sono uno sprone ad andare avanti e a dimostrare ai consumatori che con un’alimentazione a base di vegetali non si deve rinunciare a nulla. Al contrario: è una vera delizia! Sono convinto che, nel futuro, l’alimentazione a base di vegetali sarà presa sempre di più in considerazione e la nostra società si muoverà in questa direzione. Sono contento quando i nostri prodotti hanno un’origine sostenibile, sono realizzati con pochi ingredienti e portano nel piatto un elemento divertente.

I vegani adorano le carote come alternativa al salmone. Chi sono i clienti target?

Il salmone di carote è per tutti e tutte! Ed è anche divertente. Come è possibile che una carota diventi un salmone? Come avviene? Sono felice quando riesco a meravigliare le persone e a ispirarle con prodotti sostenibili. Spero anche di invogliare i consumatori a restare aperti alle novità.

Da dove vengono le carote?

Sono carote bio svizzere, per la maggior parte dal Seeland. Si tratta di prodotti di seconda scelta, fondamentale per noi per contrastare lo spreco di cibo. Tuttavia, la loro grandezza deve rispettare certi requisiti minimi per una lavorazione ottimale.

Un assortimento composto da un solo prodotto è un rischio. Ha in mente nuovi prodotti e come procederà in tal caso?

In termini di tempo, è sempre impegnativo sviluppare una novità. Il mio obiettivo, però, è presentare sul mercato un altro prodotto durante il 2022. Le possibilità sono diverse: dalle variazioni sul gusto del prodotto originale a un prodotto completamente nuovo. Ci stiamo lavorando, ma non vorrei rivelare troppo… Dirò solo questo: i fan di Wild Foods saranno soddisfatti! Nel futuro vorrei continuare a creare prodotti composti al più possibile da ingredienti che siano pochi, naturali e tratti dall’agricoltura biologica, perché questo è quello in cui credo.

I prodotti vegani sono in forte crescita. Come fa per distinguersi in un mercato competitivo?

Abbiamo un rapporto molto stretto con il prodotto: da noi, «manifattura» significa letteralmente «fatto con le mani», perché non sono solo le macchine ma anche le persone che producono il salmone alle carote. E si sente! Se da un canto il risultato è gustoso, dall’altro questo processo di produzione manuale è anche laborioso, con un ciclo di produzione su più giorni (taglio, affumicatura, marinatura, confezionamento). La start up nasce dalla passione per il cibo buono e sostenibile e per il prodotto. Qui affondano le nostre radici: Wild Foods è sinonimo di prodotti unici e innovativi.

Interview: Maya Frommelt Con Juval Kürzi
Foto: Juval Kürzi  & Luc kämpfen

Condividi