Protezione delle piante e approccio bio: una questione di testa

Per limitare i trattamenti si deve riflettere di più per avere piante sane.

Nell’agricoltura biologica il sistema è più forte degli organismi nocivi. Nella produzione vegetale biologica non è consentita la protezione delle colture con prodotti chimici di sintesi, sono necessarie pertanto soluzioni intelligenti. L’obiettivo è soffocare le malattie sul nascere. Per questo l’agricoltura biologica punta su suoli sani e fertili. Le varietà impiegate sono adattate alle condizioni di tale sistema di agricoltura. E in campicoltura e orticoltura un avvicendamento intelligente è utile per mantenere il suolo fertile e le piante sane. Nel caso di colture permanenti, come ad esempio nella frutticoltura, la protezione delle piante non si limita al singolo albero ma comprende anche misure nell’ambiente circostante. 

Cosa fare contro afiditicchiolatura, peronospera e simili?

In primo luogo i bioagricoltori favoriscono la salute del suolo e delle piante. Si adoperano per mantenere l’equilibrio naturale tra organismi utili e organismi nociviPer questo motivo nell’azienda bio si trovano ad esempio strisce fiorite, siepi o maggesi, che favoriscono lo sviluppo di organismi utili. Anche l’impiego di reti e trappole è possibile. Se nonostante tutto gli organismi nocivi hanno il sopravvento, anche il bioagricoltore protegge le colture prima che l’insalata venga divorata e che compaiano buchi nel fogliame e le patate presentino macchie. Vengono impiegati solo trattamenti presenti in natura, ad esempio argilla, zolfo, sapone potassico molle, estratti vegetali o microrganismi.

L’obiettivo è ridurre il rame

Già da anni Bio Suisse ha limitato l’impiego del rame, perché in concentrazioni elevate è nocivo per la vita nel suolo. Alle condizioni climatiche locali sono talvolta necessari prodotti a base di rame nella frutticoltura e nella viticoltura per proteggere le piante da malattie fungine come la peronospera. Attualmente la ricerca biologica sta testando prodotti che permettano di ridurre o sostituire completamente l’impiego del rame. L’agricoltura biologica lavora anche a misure profilattiche in modo che l’infestazione fungina non diventi un problema, ad esempio varietà di frutta e vitigni resistenti ai funghi, una buona aerazione e una lavorazione attenta del suolo.

«Si tratta di creare sistemi di coltivazione resistenti e stabili e di prevenire l’infestazione di organismi nocivi»,
spiega Claudia Daniel, ricercatrice presso il FiBL