Il Grand Prix Bio Suisse va a un birrificio engadinese

03. dicembre 2019


Molti bevitori di birra non ne sono consapevoli: per la maggior parte delle birre svizzere solo l’acqua proviene dalla Svizzera, mentre il luppolo e l’orzo vengono dall’estero. La Bieraria Tschlin, nel comune grigionese di Martina, acquista invece in Svizzera le materie prime per i suoi principali quattro tipi di birra, per di più in zona montana e di qualità Gemma. Le birre dai sonanti nomi di «Tschlin cler», «Tschlin ambra», «Biera engiadinaisa Weizen» e «Alvetern/Edelweiss» vengono quindi, e a ragione, pubblicizzate come 100% Svizzera e 100% bio.

Sin dalla fondazione 15 anni fa la Bieraria Tschlin ha fatto da precursore per il settore della birra bio. Per questo motivo, per il suo successo sul mercato e per la crescita a metà novembre è stata insignita del Grand Prix Bio Suisse. In occasione della consegna del premio all’assemblea dei delegati di Bio Suisse tenutasi a Olten nel Canton Soletta il presidente della giuria Fritz Schneider ha lodato l’approccio innovativo alla coltivazione regionale di cereali bio: «La produzione di birra locale assicura ai produttori di cereali di montagna della regione lo smercio dei cereali a un buon prezzo», ha spiegato nel suo discorso elogiativo. Il birrificio inoltre ha creato posti di lavoro in una regione in cui gli stessi non abbondano.

Fritz Schneider, presidente della giuria, Fadri Riatsch (CA Bieraria SA), Reto Rauch (direttore Bieraria SA), Andrea Galli (CA Bieraria SA)
Il titolare del birrificio Reto Rauch si è detto felice di ricevere il premio ma è anche sicuro del fatto suo. «Non esiste nessun’altro birrificio in Svizzera che punta tanto coerentemente sul biologico e sulla regionalità», ha detto nel suo discorso di ringraziamento. Effettivamente il birrificio acquista il malto d’orzo sin dall’inizio dalla biocooperativa Gran Alpin e il frumento di montagna bio direttamente dal monastero di Müstair.

Il luppolo bio per la birra di Tschlin invece proviene da Wolfwil nel Canton Soletta. Almeno per ora. Assieme a Bio Grischun la Bieraria Tschlin infatti persegue l’obiettivo di coltivare luppolo bio grigionese. La prima birra puramente grigionese è già uscita dalla vasca di fermentazione. La piccola produzione di «Steimändli Hopfentropfen» con luppolo fresco proveniente da Putz è però già esaurita. Anche i fiori di stella alpina per la birra Edelweiss e il miele provengono dalla regione e sono di qualità biologica.


Prodotti nazionali negli scaffali di CoopPer la Bieraria Tschlin, che quest’anno produrrà circa 2000 ettolitri di birra, la certificazione con la Gemma di Bio Suisse rappresenta un elemento distintivo sul mercato assai competitivo della birra. «Birra bio ottenuta da materie prime svizzere» costituisce un argomento di vendita anche per il commerciante al dettaglio Coop, presso il quale il birrificio vende circa un terzo della produzione. Altri acquirenti sono gli esercizi di ristorazione, ma le birre delle Bieraria sono vendute anche oltre frontiera, in Austria e in Italia.

«L’anno scorso abbiamo venduto mezzo milione di bottiglie», ha detto Reto Rauch alla premiazione. Ognuna di esse rappresenta un mezzo pubblicitario per la regione turistica grigionese. Il romancio ha portato alcuni di questi «mezzi pubblicitari» da degustare e ha concluso il suo discorso dicendo: «Naturalmente la vita non è fatta solo di birra, ma la birra rende le altre cose più piacevoli.»

www.bieraria.ch (in tedesco)


Grand Prix Bio Suisse 2019
Per il Grand Prix Bio Suisse di quest’anno sono stati inoltrati 14 progetti. Oltre alla vincitrice Bieraria Tschlin sono stati inclusi nella rosa finale:
«Reductive Farming» dei contadini Ueli Zemp, Beat Erni e Walter Zumbühl del Canton Lucerna; azienda bio Taratsch, Lohn GR (senza agricoltura niente arte culinaria), Erlebnishof Caduff, Degen GR (bioagricoltura e agriturismo), Eulenhof Agroforst, Möhlin AG (rafforzamento della biodiversità).
Bio Suisse conferisce il premio di incoraggiamento dal 2006 per progetti straordinari e pionieristici nel settore bio. La giuria di specialisti valuta i progeti in base a: forza d’innovazione, rilevanza per la produzione bio, utilità regionale, ecologica e sociale, opportunità per il futuro e potenziale PR.


Per saperne più: Grand Prix Bio Suisse




Testo: Daniel Salzmann, Schweizer Bauer, und René Schulte, Bio Suisse/Bioaktuell
Immagini: Fotografias CA, Laurent Vonach

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